TESSUTI GIAPPONESI

Tessuti giapponesi, caratteristiche principale, tecniche di lavorazione

I tessuti giapponesi, più diffusi e noti e certamente è la seta. La seta non è originario del Giappone ma della Cina ma in seguito con il tempo la seta giapponese riuscì a imporsi nel mercato per la sua ottima qualità.
In Giappone abbiamo diversi tipi di seta a secondo della lavorazione che viene applicata. La tecnica di lavorazione meisen, si basa sull'intreccio di una serie di fili, che sono stati colorati precedentemente e la sua particolarità principale che non c'è un allineamento preciso dei fili. Questa tecnica permette di creare una seta crespa.
Foto tratta da http://it.aliexpress.com
Kimono giapponese realizzato in seta
Un altra tecnica per la lavorazione della seta, si chiamano chirimen e omeshi, anche loro si basano su fili precolorati, che permettono nell'attorcigliare i fili durante la lavorazione del tessuto e permette di creare una seta molto robusta e spessa.
La tecnica rinzu è quella più lunga e complessa, tra quelle accennate, e per questo anche la più costosa. La tecnica rinzu si basa sull'uso di differenti fili che permette di avere un contrasto tra lo sfondo e la superficie, e spesso viene associata alla tecnica del damascato.
Foto tratta da http://www.kimono-giappone.it
Kimono giapponese
La tecnica tzumugi si basa sull'utilizzo di bozzoli di scarto che permette di creare una seta soffice e una struttura irregolare. La tecnica urushi è molto raffinata e permette di intrecciare i fili laccati e accessi con il tessuto.
In alcuni tecniche di lavorazione della seta viene adoperato i fili precolorati che prende il nome di kasuri.
Se non si usa i fili precolorati bisognerà colorarli nella fase successivamente. Per colorare la seta ci sono alcune tecniche come sumi-e, la pittura a mano libera oppure la tecniche yuzen che permette di colorare, con l’uso di piccoli pennelli, solo alcune zone mentre le altre vengono coperte per non macchiarle.
Foto tratta da http://www.undo.net
Kimono giapponese dai colori pastello e finemente decorato

Per coprire le zone si usava in passato l’amido che veniva ricavato dalla cottura del riso, oggi si preferisce l’utilizzo di una particolare colla protettiva. In seguito il tessuto viene lasciato ad asciugare e poi si colora le zone libero senza ornamenti.
Questa tecnica permette di decorare con temi che si basano su elementi astratti oppure naturalistici.